Cosa ti viene in mente quando pensi alla dieta mediterranea?
Piattoni di pasta al pomodoro con una spolverata di pecorino o parmigiano e una fogliolina di basilico, tavole imbandite con ogni ben di Dio che offre in Nostro Bel Paese: pane, formaggi, salumi, carni di ogni tipo, pesce, verdure in abbondanza e certamente olio d’oliva, frutta e fiumi di vino!
Nel 1958 un ricercatore americano, Ancel Keys, preoccupato dell’elevato tasso di mortalità per le così dette malattie del benessere nel suo paese (diebete, ipercolesterolemia e malattie cardio-vascolari) venne a studiare la dieta mediterranea che, all’epoca, era quanto di più avanguardistico in termini di salute e longevità.
La famigerata dieta mediterranea, dichiarata patrimonio culturale immateriale dell’umanità dall’UNESCO, a tutt’oggi il punto di riferimento per le piramidi alimentari di tutto il mondo, è molto più che un elenco di alimenti quanto una filosofia, uno stile di vita (dal greco dieta = stile di vita).
Dunque, cosa ha trovato questo Americano in un paesello del Cilento?
Gente povera, comunità di contadini che lavoravano la terra e che vivevano di quel poco che avevano, prevalentemente prodotti dell’orto: cereali, verdure, frutta e pochissima carne! In qualche fortunato momento frutta a guscio ma per lo più mangiavano i foraggi che oggi si danno al bestiame.
Un giorno a settimana un po’ di carne bianca, il pollo o il coniglio dell’aia allevati non certo con i mangimi di oggi, ma le bucce e i pochi scarti di pasti frugali.
Ancora oggi, sebbene la globalizzazione abbia snaturato il senso profondo della dieta mediterranea, le persone più longeve nel nostro Paese, le troviamo nelle campagne dove lo stile di vita è attivo, comunitario e si mangia ancora quel che c’è, quel che dà l’orto e l’aia.
Due lezioni per la nostra quotidianità: stile di vita attivo! Noi non zappiamo la terra ma possiamo cercare di camminare e salire le scale.
MANGIARE MENO: AUMENTARE il consumo di verdura, frutta, pesce e olio di oliva, e DIMINUIRE quello di carne (soprattutto rossa e grassa) e di zuccheri raffinati.
